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Doveva essere la partita del rilancio ed invece il match casalingo col
Pontevecchio s'è rivelato un duro colpo da digerire per un Rieti che al termine
dei 90' s'è ritrovato risucchiato nella parte bassa della classifica ad una sola
lunghezza dalla zona retrocessione. Unasituazione frutto delle quattro sconfitte
(due invece le vittorie) in sei turni di campionato. Chi si aspettava un Rieti
brillante e concreto, lo stesso ammirato sia a Sansepolcro che contro la
Massese, ha dovuto fare i conti con una realtà ben diversa: la squadra, infatti,
è apparsa fin da subito timorosa e contratta, confusionaria nell'impostazione
del gioco e davvero poco incisiva sottoporta. Le assenze di Miani e Cattani, due
degli elementi più in forma della rosa in questo momento, possono rappresentare
solo in minima parte delle attenuanti, perché il Rieti di Coppa aveva dimostrato
proprio il contrario, ossia una squadra in grado di sopperire anche ad un ampio
turn over che riusciva a fare leva sulla voglia di emergere di quegli elementi
poco utilizzati in campionato. Alla distrazione e la giornata decisamente no
della squadra, poi, va aggiunta la scelta decisamente un po' troppo cervellotica
decisa dal tecnico Infantino al 17' del primo tempo quando, per rimpiazzare
l'infortunato Nieri ('89) ha gettato nella mischia Pezzotti ('88) per ricoprire
il ruolo del difensore toscano e Laurato ('89) per assolvere agli obblighi di
Lega. Una doppia sostituzione che è costato il posto a Panìco, un giocatore la
cui assenza domenica s'è fatta sentire oltremodo. Probabilmente con meno
impulsività si sarebbe potuto ovviare diversamente, magari affidando quel ruolo
ad uno tra Nucci e D'Angeli ed evitare di sprecare una sostituzione dopo poco
più d'un quarto d'ora, potendo contare su un Panìco, le cui caratteristiche
tecnico-tattiche domenica avrebbero fatto davvero comodo vista la staticità e la
compattezza difensiva di un Pontevecchio decisamente modesto. Anche perché se è
vero che Nucci e D'Angeli fondamentalmente sono dei centrocampisti, è
altrettanto vero che Pezzotti fino a qualche anno fa giocava in attacco: allora
adattamento per adattamento, si sarebbe potuto concedere una chance ad un '89 o
addirittura ad un '90 conservando un assetto offensivo più consistente. La
vicenda relativa alle difficoltà incontrate in occasione della sostituzione di
Nieri, inoltre, fa emergere in maniera piuttosto solare la mancanza in rosa di
un altro terzino in età di Lega in grado di rimpiazzare il difensore toscano in
caso di necessità, al di là degli adattamenti di questo o quell'elemento.
Infine, a penalizzare oltremodo il rendimento della squadra ecco l'ennesimo
cartellino rosso di stagione, stavolta sventolato sotto il naso di Antonelli:
una vicenda, quella relativa alle espulsioni, sulla quale la società dovrebbe
intervenire di persona per capire se tutte queste sanzioni (alcune delle quali
rimediate anche dai giocatori in panchina) sono semplicemente frutto del caso e
dell'agonismo o se fondano le radici in altri tipi di problemi. In casa
amarantoceleste, insomma, c’è da rimboccarsi le maniche per evitare che la
classifica si faccia ancor più preoccupante.
Scritto da Marco Ferroni
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